“intervista di Marta Siri a Francesca Lazzarotti ” IL SECOLO XIX giovedì 26 settembre 2019

[ Il personaggio ]

«La passione nata a 10 anni da una serie tv»

«Le donne hanno più sensibilità e larghe vedute rispetto agli uomini. Non vorrei essere discriminante, ma un team al femminile è il successo di tutto».

Un valore aggiunto che l’ha fatta crescere e andare avanti nei suoi obiettivi.

Così dichiara in questa intervista su IL SECOLO XIX, la restauratrice Francesca Lazzarotti, la cui passione nasce a 10 anni da una serie TV.

Francesca Lazzarotti e l’arte del restauro

Le è mai capitato di sentirsi discriminata come donna?

«Collaboro con uomini da quando avevo 20 anni e certamente a volte mi sono sentita penalizzata, ma la chiarezza e la correttezza mi hanno sempre ripagata».

Quando è nata la sua attività e quali sono state le difficolà iniziali?

«Nel 2006, dopo 13 anni di collaborazione con importanti imprese nel settore del restauro. Mi ritengo una persona audace e per questo non ho avuto alcuna difficoltà.

Perché ha deciso di fare la restauratrice?

«Alla tenera età di circa 10 anni ero affascinata da una serie tv in onda la domenica sera; raccontava la vita di una restauratrice che si trasferì in una villa toscana per restaurane le decorazioni».

Come è cresciuta nel tempo? Mi riferisco alle commesse guadagnate, alle eventuali collaborazioni e ai soci coinvolti.

«Sono ditta individuale per principio e amo lavorare in team, confido nelle collaborazioni con i miei dipendenti e con le altre imprese di restauro. Nel nostro settore fondamentale è il passaparola; le commesse guadagnate sono arrivate proprio così».

Sono tanti i restauri realizzati anche nella provincia spezzina, quali vuole ricordare?

«La sala Ipostila del castello Doria e il mosaico di San Pietro a Portovenere, patrimonio Unesco, sono certamente i ricordi più belli anche per il panorama circostante; ma anche quello del restauro della fontana di Piazza Brin».

Un lavoro di cui è orgogliosa?

«Tutti, ma del restauro delle tombe Ildebranda e dei Demoni Alati nella necropoli etrusca di Sovana a Grosseto ne vado fiera».

Quali sono oggi, le difficoltà del suo comparto?

«Sono legate alla burocrazia, specie nel settore pubblico».

Ci sono dei beni spezzini per cui un restauro è quanto mai urgente?

«No, per fortuna sulla provincia della Spezia ci sono talmente tanti controlli da parte della soprintendenza competente e dai vari tecnici, che non è mai stata necessaria la somma urgenza».

Quanti restauri indicativa- mente hai già realizzato?

«Ho perso il conto! Ma calcolandone 5 all’anno per 26 anni me ne saltano fuori 130»

[ La storia ]

Una ditta individuale che svolge anche ricerca


Passione, determinazione e professionalità sono le basi dell’azienda modello che Francesca Lazzarotti ha sviluppato negli anni fino ad ottenere l’attestazione SOA per le categorie OS2-A e OG2.

Dopo gli studi all’Accademia delle belle arti di Carrara, la specializzazione e l’esperienza sul campo, la restauratrice ha iniziato da subito la sua brillante carriera occupandosi dei beni culturali mobili, di superfici decorate di beni architettonici sottoposti alle disposizioni di tutela del codice, definendone lo stato di conservazione e mettendo in atto un complesso di azioni per limitare i processi di degrado, assicurarne la conservazione e salvaguardarne il valore culturale.

Francesca Lazzarotti progetta e dirige gli interventi, esegue direttamente i trattamenti, svolge attività di ricerca, sperimentazione e didattica nel campo della conservazione.

Marta Siri / MASSA
GIOVEDÌ 26 SETTEMBRE 2019 IL SECOLO XIX


2 thoughts on “Francesca Lazzarotti e l’arte del restauro

Lascia un commento